La tragedia di Crans-Montana e la narrazione social dell’emergenza: tra dolore collettivo, hate speech e responsabilità comunicative

Nella notte di Capodanno 2026 a Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera, è scoppiato un incendio nel bar Le Constellation, che ha causato 40 vittime e 121 feriti, molti dei quali giovanissimi. L’episodio, drammatico in sé, è anche un caso di studio significativo per chi osserva le dinamiche comunicative in situazioni di emergenza e l’interazione tra media ufficiali, social network e pubblico.

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Papa Francesco e le emergenze: un approccio integrato alla comunicazione e gestione delle crisi

Papa Francesco e le emergenze: un approccio integrato alla comunicazione e gestione delle crisi - Immagine del Papa Francesco, di schiena, mentre si avvicina allo scranno in occasione della Pasqua in periodo Covid.

Nelle situazioni di emergenza, siano esse locali o globali, il Vaticano mostra un'efficace capacità di risposta, soprattutto sul piano della comunicazione. In questi contesti complessi, si mettono in luce risorse ben organizzate e strategie comunicative mirate. D'altra parte, per la Chiesa, comunicare nelle difficoltà è anche un modo per portare avanti la propria missione evangelizzatrice.

Il magistero di Papa Francesco, tuttavia, per certi versi vero e proprio outsider rispetto a quanto atteso e per altri visionario della Chiesa futura, ha offerto spunti nuovi, preziosi e innovativi che meritano un'analisi approfondita. Al di là delle interpretazioni convenzionali delle sue encicliche e documenti ufficiali, infatti, esiste un filo conduttore nel suo approccio alle crisi che può offrire strumenti pratici per i professionisti del settore. Questo articolo esplora cinque dimensioni fondamentali del pensiero del Pontefice sulle emergenze, con l'obiettivo di delineare un framework operativo utile per la comunicazione pre, durante e post-emergenza.

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Dal Vajont a IT-Alert: riflessione sulla fiducia pre emergenza

immagine del Vajont

“Scrivo da un paese che non esiste più" è uno degli incipit giornalistici più famosi della storia. Giampaolo Pansa, inviato de La Stampa, inizia così l'articolo che venne pubblicato sul giornale due giorni dopo l'esondazione massiva di migliaia di metri cubi d'acqua dalla diga del Vajont, che la sera del 9 ottobre 1963 spazzò letteralmente via la vita di 1.910 persone nel sottostante paese di Longarone. Da qui partiamo, per comprendere le dinamiche che ancora possono aiutarci nel comunicare un disastro, sia esso di origine naturale o antropica.

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