Perché il silenzio non è una buona opzione in emergenza

Durante un'emergenza spesso si assiste a un proliferare di informazioni che facilmente generano il caos, tra verità, falsità, fraintendimenti, incompletezze. Di sicuro, tuttavia, l'alternativa più efficace non è il silenzio. Il silenzio espone comunque, il silenzio non è "non comunicare" e quindi evitare le conseguenze della comunicazione stessa. Il silenzio è foriero di non-conoscenza, segue che venga percepita - anche erroneamente - una non-competenza e può arrivare fino a essere considerato una omissione cercata per motivi di strumentalizzazione.

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“La comunicazione nella gestione delle emergenze”continua il percorso di ricerca in materia

La comunicazione nella gestione delle emergenze

"La comunicazione nella gestione delle emergenze" di Anna Zuccaro è il primo manuale italiano di matrice comunicativa su come operare pre, durante e post crisi.

Edito da Dario Flaccovio, con prefazione di Titti Postiglione, Vice Capo Dipartimento della Protezione Civile, è uscito lo scorso giugno e ha già ottenuto la visibilità delle principali vetrine letterarie nazionali. Dopo il Salone del Libro di Torino e Bookcity Milano, infatti, il prossimo appuntamento è dal 4 all'8 dicembre, a Roma, per Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria, stand F58-G57.

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Un modello per un discorso autorevole in emergenza

Nel panorama comunicativo mondiale assistiamo continuamente a discorsi (verbali, si intende) in cui dati, informazioni e opinioni si uniscono, si amalgamano, vengono presentati con intenti più o meno strategici. A volte sono interventi studiati con precisione, a volte incredibilmente ingenui, nonostante la levatura dell'emittente, con tutto quello che ne consegue in termini di reputazione, immagine, percezione dell’andamento stesso dell’emergenza.

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