Comunicazione d’emergenza e Istituzioni: pilastri e attese

Quando si parla di comunicazione d'emergenza bisogna considerare dei pilastri, ovvero elementi fondamentali, da rispettare come dinamiche di massima, ma sono a maggior ragione aspettative attese quando il soggetto emittente è una Istituzione. Ne elenchiamo cinque, alla base della comunicazione generale odierna, ancor più valide se sfruttate in contesto di comunicazione del rischio o dell'emergenza.

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La comunicazione preventiva va affrontata ora (affermazione senza scadenza)

Ogni momento è quello buono per affrontare la comunicazione preventiva. A voler essere ancora più precisi, l'ideale sarebbe avviarla fin da quando un’emergenza supera il culmine della crisi: è questo il preciso istante in cui avviare i lavori per ottimizzare le risposte future.

È infatti la fase in cui sono ancora ben evidenti le criticità emerse ed è quando queste vanno segnate, messe nero su bianco, per tornare a considerarle in sede di de-briefing, innanzitutto, ma anche per iniziare già a pensare al futuro. Il ruolo di una buona comunicazione d’emergenza in fase preventiva, infatti, è permettere alle persone di dotarsi di pronte difese mentali nel caso si verifichi proprio un evento critico. Queste si attiveranno, favorendo quella resilienza di cui tanto si parla, ovvero un meccanismo flessibile che consente una più agevole ripresa del singolo e della comunità.

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